Â
L'Aquila in due
due donne, due linguaggi, due paesaggi

una collaborazione Studio Terrae Mutatae / Vocabolomacchia teatro.studio
Un'idea per L'Aquila
un racconto di architetture tra passato e futuro,
a cura di Camilla Inverardi
Valico di città (work in progress)
nel cammino mi fermo a raccontare
scritture multiple tra fotografia video e teatro
di e con Rossella Viti
con la collaborazione di Carlo Ferri, video / 
Roberto Giannini, video e montaggio e suoni / 
Camilla Inverardi, consulenza e ricerca sul campo, video

Un’idea per L’Aquila 
nasce dalla voglia di un gruppo di Ricercatori, Progettisti e Tecnici di dare un contributo alla ricostruzione della città . 
Siamo partiti dalla consapevolezza che lo stato attuale deve rappresentare una opportunità per “pensare†e realizzare opere altrimenti improponibili in una città viva ed attiva. Le opere che abbiamo progettato immaginano una futura L’Aquila tecnologicamente avanzata, energicamente sostenibile, funzionalmente più dinamica, tutto quello che una città monumento non avrebbe mai potuto sperare di diventare. L’Aquila città dal tessuto tipicamente medioevale, costellata di monumenti ed opere d’arte potrebbe diventare modello di “eco-modernità â€. Il progetto da noi proposto vuole essere, quindi, il contributo ad un confronto più serrato su quello che vogliamo sia L’Aquila del futuro.
Terrae Mutatae/Un'Idea per L'Aquila
Valico di città (Crossing the city)
Attraversare il valico è passare da uno stato all'altro, entrare nella città dove tutto è mutato, le terre, le case, le persone con le loro sensibilità , i fili dei loro rapporti, e scoprire che nel cammino cambia anche il tuo passo, la tua voce, il tuo sguardo. Un mutamento che devi accogliere per passare al di là del valico, non per dimenticare, ma per riuscire a guardare oltre la polvere, in direzione di una 'nuova' L'Aquila, città mutata.
Valico di città è un progetto di drammaturgie incrociate, uno scambio di sguardi, riflessioni e sensibilità , un cammino in cui “l'altro†è essenziale. L'altro è una persona che ti apre la sua casa, la sua esperienza, il suo pensiero, i suoi dubbi, l'altro è chi si lascia riprendere nell'intimità di un dolore che vorrebbe dimenticare, che ti accompagna tra le silenti vie che non vorrebbe mai più vedere, non così almeno, l'altro è chi non ne può più di raccontare quello che teme che gli altri vogliono sentir raccontare, e spesso ha ragione, l'altro è un giovane che ricorda con il sorriso sulle labbra e uno che 'non c'è più niente da fare', l'altro è una bambina che disegna il passato e progetta il suo futuro. Altro è tutto quello che scopri solo cambiando il tuo passo nell'attraversare il territorio degli 'altri', che siano territori emotivi, mentali, corporei, geografici, di un singolo o della comunità .
E' stato solo quando ho trovato questo nuovo sguardo dentro di me, che ho compreso meglio il progetto che stavo seguendo, dopo alcuni mesi e molti incontri sul campo, dopo che avevo alimentato con interviste, riprese video e fotografiche, testimonianze e sopralluoghi, un'idea di partenza che vedeva la città de L'Aquila al centro di un reportage teatrale e visivo. Un'idea che ora si stava radicalmente trasformando nella consapevolezza che la prima cosa che ero andata cercando e raccogliendo in quei mesi, non era la percezione degli altri sulla città , ma la mia fra di loro.
Questo è lo stato delle cose e questo primo studio nasce intorno alle visioni affiorate dal cammino intrapreso, che metto in forma attraverso una scrittura già in partenza dichiaratamente meticcia. Una scrittura che si fa spazio della visione, non in quanto dato visivo, ma poiché immagine rielaborata dal corpo e dai sensi, percorso interiore, ritmo di un respiro in equilibrio permanente tra l'affanno e l'apnea, come quello che ancora accade a me attraversando il valico di questa città .
curriculum Rossella Viti